Nel 1868 il barone prussiano Otto Geleng, dopo la lettura dell’Italienische Reise di Goethe, vi soggiornò a lungo e ritrasse gli angoli suggestivi del luogo in quadri che espose a Parigi. Da quel momento Taormina divenne meta del turismo d’èlite di francesi e prussiani. In seguito al colera del 1875, la nobiltà palermitana si rifugiò a Taormina e vi costruì grandi ville. Nel 1874 sorse il primo albergo e, successivamente, le fotografie del barone Von Gloeden diffusero l’immagine della cittadina come sede di una mitica civiltà greca. Attraversata da corso Umberto I che si snoda tra le porte Messina e Catania, Taormina è caratterizzata da gradinate ed antiche vie ed è ricca di molti monumenti. Se ne ricordano solo alcuni. Il Teatro Greco, sorto in età ellenistica, è sede di innumerevoli spettacoli e dalla cavea concede una suggestiva vista dell’Etna; le naumachie costituiscono uno dei più importanti monumenti romani di Sicilia; Palazzo Corvaja risale ai secoli XI-XV e il Palazzo dei Duchi di S. Stefano, della metà del Duecento, ospita la Fondazione G. Mazzullo. A monte di Taormina si situano Castelmola (m. 529) dominata dal castello e Graniti (m. 350) con la sua pineta e, a valle, sulla costa sorge Giardini Naxos. |