Sciacca vive soprattutto di pesca. Con circa 150 pescherecci è la seconda città siciliana, dopo Mazara del Vallo con la flotta più ricca e il comparto di lavoratori nel settore più sviluppato. Ma la pesca è anche una grande tradizione che si consacra sin dal 1920 con la “Sagra del mare” che si svolge al porto tra giugno e luglio. Essa consiste nella processione della statua di S. Pietro su un’imbarcazione seguita da tutte le altre imbarcazioni del porto. In quest’occasione, nel porto, in una padella gigantesca vengono fritti centinaia di chili di gamberi offerti ai turisti dalla cooperativa dei pescatori. Nell’economia saccense gran parte ha anche la produzione ceramica. L’arte della ceramica nella cittadina termale iniziò nel X secolo dopo Cristo quando in Sicilia fu introdotto l’uso della “rota da vasaio”. Uno dei più antichi lavori in ceramica degli artisti maiolicari di Sciacca, raffigurante San Calogero, è collocato in una piccola grotta di monte Kronio, dove l’eremita morì. Nella seconda metà del ‘600 le officine saccensi entrarono in crisi e lasciarono il posto alla ceramica di Burgio. La ceramica smaltata di Sciacca rinasce con il forno a legna e con il tornio, circa mezzo secolo fa. |