Grazie al recente ritrovamento di alcune tombe del paleolitico superiore, possiamo avere un’idea più precisa delle origini di Sciacca. Probabilmente la città fu fondata dal re sicano Cocalo, a confermare tale ipotesi è lo storico romano Pomponio Mela. Nel 628 a.C. Tucidide indica Sciacca come un grande villaggio greco. Ed è questo villaggio che accoglie, nel 409 a.C., subito dopo la distruzione di Selinunte ad opera di Segesta, i pochi superstiti seluntini. Fu anche roccaforte cartaginese come attesta la presenza di rovine del IV-III secolo a.C. presso Rocca Nadore. Sotto i Romani Sciacca è uno dei più importanti porti del Mediterraneo. Il monaco eremita San Calogero, che si dice abbia introdotto il cristianesimo in Sicilia, andò a vivere da eremita in una grotta del monte Kronio, vicino Sciacca. La città continuò ad essere un attivissimo centro commerciale anche sotto gli Arabi e i Normanni. La storia tra il XIII e il XIV secolo è legata ai contrasti tra gli Angioini e gli Aragonesi. E’ Guglielmo Peralta a dare un volto nuovo alla città fondando il Castello nuovo, la chiesa e il monastero di Santa Maria dell’Itria. La moglie del Peralta, Eleonora d’Aragona, incarica le maestranze locali della costruzione della chiesa di Santa Margherita. A determinare un grande scompiglio nell’ambito dei giochi patrimoniali fu la politica matrimoniale voluta dal re Martino, il quale, fece di tutto perchè lo zio don Artale Luna si maritasse con Margherita, figlia di don Nicolò Peralta. Per un secolo si susseguirono le rivalità tra la famiglia dei Luna e quella dei Peralta per la supremazia nella città. Ci furono schieramenti da un parte e dall’altra da parte dei maggiorenti saccensi che votarono la città alla rovina, come in tutte le lotte fratricide che la Sicilia ricordi. |