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Messina, “la porta della Sicilia”

Portale
Interno

Il Duomo, interno

Il Duomo, portale

 gotico della facciata

La parte inferiore della facciata, caratterizzata da fasce policrome marmoree, risale al Tre-Quattrocento in uno stile tardo-gotico. Nell’interno, a pianta basilicale a T a tre navate, si ammira, fra l’altro, il monumento sepolcrale dell’arcivescovo Guidotto de Tabiatis di Goro di Gregorio (1333). Il Campanile, riedificato dopo il 1908, nel 1933 fu dotato di un congegno meccanico della ditta Ungerer di Strasburgo, contenente un calendario perpetuo, uno astronomico e rappresentazioni varie della vita storica e religiosa della città, che si muovono a mezzogiorno, accompagnate dalla musica sacra. Nella piazza si trova la fontana di Orione, opera del Montorsoli (1547), recentemente restaurata e poco distante vi è la Chiesa dei Catalani (sec. XII-XIV) e il monumento a Don Giovanni d’Austria (di Andrea Calamech, 1572), ammiraglio della flotta cristiana che, partendo da Messina, sconfisse a Lepanto i Turchi (1571).

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 Chiesa dei Catalani

Tra le altre testimonianze del passato, si possono ricordare la Chiesa di S. Francesco (sec. XIII) di cui rimangono le absidi, immortalate da Antonello nella “Pietà con tre angeli”, i resti della Chiesa di S. Maria Alemanna (sec. XIII), mirabile esempio di stile gotico, S. Giovanni di Malta, con la sua tribuna cinquecentesca, il Monte di Pietà (sec. XVI-XVIII), recentemente restaurato, la fontana di Nettuno di Montorsoli (1557), copia, originale al Museo).

 Il Teatro Vittorio Emanuele, di Pietro Valenti, fu riedificato tra il 1842 ed il 1852 e venne gravemente danneggiato dal terremoto del 1908. Oggi, ricostruito completamente all’interno, presenta la facciata originale. Tra le molte chiese moderne si segnala il Tempio di Cristo Re, in stile neobarocco, inaugurato nel 1937 nel sito dove si trovava il Castello di Matagrifone. Nel circondario si trovano molti monumenti, il più rilevante è S. Maria della Valle (la “Badiazza”) a 5,5 km da Messina, salendo verso i Peloritani. Oggi del grande monastero rimane solo la chiesa (sec. XII-XIV), che attende di essere adeguatamente valorizzata. I superstiti tesori artistici della città sono conservati nel Museo regionale, sorto nel 1914 in viale della Libertà nei locali di un’antica filanda. E’ quasi conclusa lacostruzione di un nuovo edificio, accanto alla vecchia sede. tra le molte, importanti opere si ricordano il polittico di S. Gregorio di Antonello, l’Adorazione dei Pastori e la Resurrezione di Lazzaro di Caravaggio, sculture di Goro di Gregorio, Desiderio di Settignano e Francesco Laurana. Le attrattive paesaggistiche di Messina si estendono lungo la costa nord, dove a una decina di km si ammirano i due laghi di Ganzirri, un tempo adibiti alla coltivazione di mitili, e Punta Faro (la costa calabrese è lontana solo 3 km) con il gigantesco pilone per l’energia elettrica, oggi dismesso ed in attesa di nuova utilizzazione. In questa zona è concentrata la maggior parte dei locali pubblici cittadini (bar, ristoranti, ecc.), che specialmente d’estate sono intensamente frequentati insieme ai lidi di Mortelle, poco distanti.

a cura dell’Azienda Provinciale per l’Incremento Turistico - Messina

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