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Nel XIX secolo Messina fu ricostruita e diede nuovo impulso al porto. Quasi totalmente distrutta dal terremoto del 28 dicembre 1908, che uccise oltre 70.000 dei 160.000 abitanti, tra gli anni Dieci e Trenta fu riedificata sulla base di un razionale piano regolatore. L’economia cittadina fu connotata da una profonda trasformazione: le attività portuali subirono una flessione e la città si indirizzò progressivamente verso il terziario. Durante la II guerra mondiale i furiosi bombardamenti del 1943 deturparono il volto di Messina, che fu costretta ancora una volta ad una sofferta ricostruzione. Oggi conta oltre 250.000 abitanti. La città presenta un impianto urbanistico moderno, nel quale si incastonano le testimonianze architettoniche sopravvissute ai terremoti ed ai bombardamenti. L’architettura della ricostruzione, dopo il sisma del 1908, è stata a lungo considerata come espressione di un’arte minore e priva di pregi. Oggi ci si rende conto che gli edifici in stile liberty o “eclettico” sono la testimonianza di una civiltà architettonica di tutto rispetto. Molti palazzi di via Garibaldi e corso Cavour, i villini Drago, il palazzo di Giustizia, la Camera di Commercio, il Municipio, la Galleria, la Dogana hanno un’alta dignità. D’altra parte gli architetti che lavorarono per la resurrezione di Messina: Basile, Coppedè, Piacentini e molti altri, furono tra i maggiori della loro epoca. Di Ernesto Basile si può ammirare l’edificio della Cassa di Risparmio, in via Garibaldi, col suo splendido salone in stile Liberty. Tra i monumenti più antichi, il più notevole è il Duomo, costruito in età normanna e consacrato, alla presenza dell’imperatore Enrico VI, nel 1197. Più volte distrutto e ricostruito, presenta un aspetto molto diverso da quello originale. |
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