All’Ausonio I si sostituisce quindi un Ausonio II, corrispondente ad un altro periodo di grande prosperità, che lascia tracce cospicue sul Castello di Lipari. Ai commerci con l’Egeo, che vengono meno a causa delle crisi che travagliano il mondo miceneo, si sostituiscono quelli con la Sardegna nuragica. L’Ausonio II dura poco più di due secoli. Intorno al 900 a.C. il floridissimo insediamento di Lipari viene radicalmente distrutto e per più di tre secoli il Castello, ma forse l’intera isola, restano deserti. Nella seconda metà dell’VIII secolo a.C. inizia il fenomeno della colonizzazione greca dell’Italia meridionale e della Sicilia. Vengono fondate Naxos, Siracusa, Katana, Leontinoi, Megara Hyblaea, Zankle-Messana, Rhegion, ecc. Lipari è, in ordine di tempo, una delle ultime colonie. Nella 50^ olimpiade (580-576 a.C.) un gruppo di Cnidii della Grecia asiatica, guidati da Pentathlos della stirpe degli Heraklidi, tenta di fondare una colonia a Lilibeo, l’attuale Marsala, ma incontra la decisa opposizione degli Elimi di Segesta protetti dai Cartaginesi. Lo stesso Pentathlos muore in battaglia. I superstiti ripiegano allora su Lipari, dove sono accolti dai pochi abitanti, che si dicevano discendenti di Eolo e che vivevano sotto il terrore delle incursioni degli Etruschi, cacciatori di schiavi. E gli Etruschi si oppongono allo stanziamento dei Greci nelle Eolie, che considerano troppo importanti per il controllo del basso tirreno e dello stretto. Ha così inizio una guerra madre che continuerà, con alterne vicende, per più di un secolo. |