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Cefalù

Cristo Pantocratore

Il Cristo Pantocratore, abside del Duomo

Il duomo visto dall'alto

Il Duomo visto dall’alto

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Cefalů

Nell’858, conquistata dagli arabi, fu annessa all’emirato di Palermo e quindi liberata dai normanni: il conte Ruggero ne prese possesso nel 1063 e Ruggero II la riedificò, in riva al mare, nel 1131. A questo periodo risalgono celebri monumenti ai quali Cefalù deve l’appellativo di “cittadina normanna”: la Chiesa di S. Giorgio e il lavatoio (forse più antico), in via Vittorio Emanuele; il Duomo, il Chiostro e il palazzo Maria (domus regia?), in piazza Duomo; l’Osterio Magno, con interessante trifora, in corso Ruggero. Il monumento più importante di Cefalù è certamente il Duomo, o meglio, la Basilica-Cattedrale arabo-normanna. Essa, secondo la tradizione, fu innalzata al Salvatore, in esecuzione di un voto, da Ruggero II che, travolto da una tempesta, trovò scampo presso la costa di Cefalù. La leggenda però, quasi certamente, cela la vera motivazione che è politica e militare, come del resto lascia supporre il carattere di fortezza, con due possenti torrioni in facciata, e la stessa mole dell’edificio che domina su tutto l’abitato. Si tratta di una delle più grandi cattedrali siciliane che, realizzata sul progetto “normanno”, risente fortemente delle componenti culturali degli esecutori, arabi e bizantini che erano siciliani e certo in buona parte cefaludesi. Di particolare interesse i mosaici del catino absidale con la figura del pantocratore che sarà ripresa successivamente nella cattedrale di Monreale e nella Cappella Palatina di Palermo.

a cura dell’Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo di Cefalù

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