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Il nome della cittadina, sia che derivi dal greco Kefaloidion, sia che derivi dal punico Kefa, va connesso alla caratteristica forma (una piccola testa) della Rocca, il promontorio che la sovrasta, e in ogni caso alla sua stessa configurazione geografica. Delle origini di Cefalù si hanno scarse notizie. Essa dovette nascere come avamposto fortificato, quasi certamente greco, verso la fine del V secolo a.C., proprio ai piedi della Rocca dove si estende lattuale centro storico, tuttora delimitato da una cinta muraria (cosiddette mure megalitiche), che è in buona parte quella originaria. Alla Cefalù ellenistico-romana risalgono non solo le mura megalitiche (in riva al mare, lungo la discesa Paramuro e a Piazza Garibaldi) e, sia pure genericamente, la struttura urbanistica, ma anche alcune interessanti testimonianze (due strade ed un vasto lembo di necropoli) che recenti ricerche archeologiche hanno portato alla luce. Tra la fine del V e gli inizi del IV secolo a.C. va datato il celebre edificio megalitico noto come Tempio di Diana, sulla Rocca, sorto intorno ad una cisterna protostorica (IX secolo a.C.) con copertura di tipo dolmenico. Questultima, nata come sede di culto delle acque, testimonia per altro, insieme a due grotte del lato est della Rocca, della presenza umana nella zona, prima ancora della nascita del centro urbano in riva al mare. Nel periodo bizantino la città, come molte altre località costiere, si trasferì, per motivi di sicurezza, sulla Rocca, dove sono visibili consistenti resti di strutture (mura merlate, cisterne, chiesette, casermette e una serie di forni) databili da età altomedievale. A questo stesso periodo va pure riferito il mosaico policromo (VI secolo) di recente scoperto sotto il portico di accesso al Duomo e che è la più antica testimonianza di una primitiva comunità cristiana a Cefalù. |
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