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A un dispaccio di Carlo V, datato 18 luglio 1522, risale la prima documentazionescritta su Barcellona. Il nome è dovuto, probabilmente, a un nobile originario di Barcellona di Spagna. La posizione amena (era attraversata dal Torrente Longano ed era immersa in una vasta pianura verdeggiante) le garantì una crescita repentina e, in ben poco tempo, la cittadina ebbe bisogno di una Chiesa. Essa venne dedicata al patrono di Barcellona di Spagna, San Sebastiano. In questo periodo fu chiamata Barcellonetta. Ma restava sempre alle dipendenze di Castroreale. Alla fine del XVIII secolo vi si stanziarono numerose famiglie di Castroreale. Barcellona ne approfittò per emanciparsi e si appellò a 559 capifamiglia perchè fosse dichiarata comune autonomo. Correva l'anno 1815. Sulla destra del Longano si andava sviluppando un'altra piccola cittadina, denominata Pozzo di Gotto. Il nome le derivava, probabilmente, dalla famiglia messinese dei Gotho che vi abitò nel XVI secolo e che vi aveva fatto costruire un pozzo per attingere l'acqua e una torre per la difesa dai pirati. Tale frazione dipendeva da Milazzo, ma un castrense le fece ottenere l'indipendenza e guadagnare il privilegio di città demaniale (e quindi un posto al parlamento Siciliano, 13 agosto 1640). Le due cittadine, Barcellona e Pozzo di Gotto, divise solo dal torrente Longano, decisero di unirsi il 3 gennaio 1835, suggellando l'accordo che le vedeva come un unico comune dal nome di Barcellona Pozzo di Gotto. Il nuovo stemma coniato, a forma di scudo, rappresenta, nella parte inferiore, due mani che si stringono, e, in quella superiore, il simbolo di Pozzo di Gotto: un'aquila appoggiata su un pozzo; mentre sulla destra appare il simbolo di Barcellona: la personificazione del Longano, un uomo barbuto che regge un'anfora. La nuova città, così costituita, visse i movimenti antiborbonici fino al passaggio delle truppe garibaldine. * Così come risulta anche da un antico censimento risalente al 1881, la città è circondata da alcuni piccoli villaggi: S.Antonio, Porto Salvo, Centineo, Acquaficara, Nasari, S.Venera, Gala, S.Paolo, Cannistrà, Oreto e Calderà. * La Chiesa di San Giovanni risale al 1635, contiene una statua in marmo raffigurante San Giovanni Battista di Melchiorre Gioia, risalente al 1754. L'altare in marmo policromo risale al 1799. La Chiesa conserva, inoltre, notevoli dipinti del XVII e XVIII secolo e un crocefisso ligneo del XVIII secolo. |